Il lavoro a chiamata

(O JOB ON CALL O CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE)

(D.lgs. n. 276/2003 da artt.  33 a 40; D.lgs. 251/2004; L. 133/2008; art. 2, comma 22, L. 92/2012)

Il lavoro a chiamata era stato abrogato dall'art. 1, comma 45, della L. 24 dicembre 2007, n. 247 a decorrere dal 1 gennaio 2008. Successivamente tale norma è stata abrogata dall'art. 39, comma 10, lett. m), del D.L. 112/2012, convertito dalla legge 133/2012 e quindi, a norma del comma 11 del medesimo articolo 39, a decorrere dal 25 giugno le disposizioni relative al contratto a chiamata trovano nuovamente applicazione, tranne l’art. 37 del D.lgs. 276/2003, relativo al lavoro intermittente per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell’anno, che è stato abrogato dall'art. 1, comma 22, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Il CCNL autoferrotranvieri non lo ha disciplinato.

 Si tratta di un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale, ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno.

Con questo tipo di contratto si regolamenta quindi, in modo definitivo, il lavoro svolto saltuariamente e rispetto al quale vengono emesse fatture a fronte del compenso.

Più in particolare sono previste due forme:

-   lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) con obbligo di corrispondere un’indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro;

-    lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) senza obbligo di corrispondere un’indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di non essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro.

Il lavoro a chiamata può essere utilizzato:

-       per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze
individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, si ripete il CCNL autoferrotranvieri non lo ha disciplinato;

-      in via sperimentale con soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero con lavoratori con più di 55 anni di età, anche pensionati (non è necessario uno stato di disoccupazione o inoccupazione di lunga durata).

Il contratto a chiamata deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve indicare i seguenti elementi:

1. la durata della prestazione lavorativa

2. le ipotesi che consentono la stipulazione del contratto

3. il luogo della prestazione

4. le modalità della disponibilità, se garantita dal lavoratore ed il relativo preavviso di chiamata spettante al lavoratore (mai inferiore ad 1 giorno)

5. il trattamento economico e normativo riconosciuto al lavoratore per le prestazioni eseguite e la relativa indennità di disponibilità

6. forme e modalità con le quali il datore di lavoro è autorizzato a richiedere l'esecuzione della prestazione lavorativa

7. la rilevazione delle presenze

8. le modalità e i tempi di pagamento dello stipendio e dell’eventuale indennità di disponibilità

9. le misure di sicurezza adottate nel campo lavorativo.

Non è consentito l'uso del job on call per sostituire lavoratori in sciopero. Non è consentito l'uso del job on call presso le aziende che nei sei mesi precedenti hanno operato licenziamenti collettivi, ovvero sia in corso una sospensione o riduzione di orario di lavoro per cassa integrazione (questo divieto è derogabile da un accordo sindacale) di lavoratori adibiti a mansioni per le quali si effettua la chiamata. Non è consentito, inoltre, l'uso del job on call a quelle imprese che non hanno messo "in sicurezza" l'ambiente di lavoro ai sensi del D.lgs. 81/2008.

Inoltre:

-        il rapporto di lavoro può essere sia a tempo indeterminato che a tempo determinato;

-        al lavoratore spetta, pro quota oraria, lo stesso trattamento retributivo e previdenziale ed assistenziale di un pari livello occupato con normale contratto di lavoro subordinato.

-        il rapporto di lavoro subordinato non può essere a tempo parziale;

-        possono essere conclusi dallo stesso lavoratore più contratti di lavoro intermittente con diversi datori di lavoro;

-       il contratto di lavoro intermittente può coesistere con altre tipologie contrattuali, a patto che tra le varie tipologie di rapporti non sussistano incompatibilità;

-       l'accettazione della "disponibilità" è facoltativa, se il lavoratore rifiuta la richiesta del datore di lavoro non ha diritto all'indennità;

-        al lavoratore spetta un’indennità mensile di disponibilità pari al 20% della retribuzione prevista dal CCNL, per i periodi durante i quali garantisce la propria presenza su chiamata in essa rientrano: il minimo tabellare, indennità di contingenza, EDR, ratei di mensilità aggiuntive;

-        l’indennità, divisibile in quote orarie, è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o contratto collettivo per es. nel T.F.R. e nelle mensilità aggiuntive;

-        l'indennità di disponibilità rappresenta un reddito imponibile, sia fini contributivi sia ai fini fiscali. Per quanto riguarda l’aspetto contributivo, l’indennità è soggetta alla contribuzione obbligatoria sia ai fini IVS che ai fini delle prestazioni di malattia e maternità, senza l'obbligo di osservare i minimi contributi previsti dalle disposizioni vigenti;

-        il lavoratore che sceglie di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro, in caso  di malattia o altri eventi simili, deve informare tempestivamente il datore di lavoro e non ha diritto all’indennità di disponibilità in tale periodo;

-        se non ottempera al predetto obbligo di comunicazione, perde il diritto all'indennità stessa per un periodo pari a 15 giorni;

-        il rifiuto senza giustificazione di rispondere alla chiamata, da parte del lavoratore che ha scelto di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro, può comportare: la risoluzione del contratto, la restituzione della quota di indennità riferita al periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, un congruo risarcimento del danno nella misura fissata dai C.C.N.L. o in mancanza dal contratto di lavoro;

-        durante il periodo di disponibilità al lavoratore spetta esclusivamente l’indennità di disponibilità. Ogni altro istituto contrattuale, di natura retributiva, previdenziale ed assistenziale, non compete. 

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